Per il pubblico

  • I benefici del consumo di uova negli anziani a rischio di sarcopenia

    Numerosi studi suggeriscono che la riduzione del consumo di proteine negli anziani può contribuire all’insorgenza di sarcopenia (ovvero la perdita di massa e forza muscolare che accompagnano l’invecchiamento). Pertanto, aumentare la quantità di proteine assunte ai pasti, può rappresentare una strategia utile sia per prevenire la sarcopenia nei soggetti che stanno invecchiando, sia essere un ‘opzione di trattamento nelle persone anziane affette da fragilità. In questo articolo sono riportati i benefici associati al consumo di uova.

  • Gli esercizi per migliorare la forza sono un modo semplice ed efficace per contrastare la perdita muscolare negli anziani e ridurre il rischio di perdere la propria indipendenza.

    E’ ben documentato che l’inattività fisica promuove la perdita di massa e di forza muscolare, ovvero promuove l’insorgenza della sarcopenia e l’aumento della perdita d’indipendenza nelle persone anziane. Numerosi studi hanno confermato che negli anziani gli esercizi per allenare la forza sono un modo efficace per migliorare, oltre che la forza, la massa muscolare, l’equilibrio e la resistenza. Qui sono riportate le raccomandazioni dell’ American College of Sport Medicine (ACMS) per allenare la forza negli anziani.

  • Una dieta sana può proteggere gli anziani dalla fragilità

    Una dieta ricca in olio d’oliva, verdura, patate, legumi, pesce azzurro, pasta e carne, sembra essere utile nel contrastare l’insorgenza della fragilità negli anziani.
    Uno studio spagnolo condotto su 1872 persone viventi a domicilio, di età maggiore uguale a 60 anni, ha studiato la correlazione tra le abitudini alimentari e l’insorgenza di fragilità.
    Dall’analisi delle abitudini alimentari dei soggetti partecipanti allo studio si sono individuati 2 principali schemi alimentari: il primo definito “prudente” caratterizzato da un elevato apporto di olio di oliva, verdure, patate, legumi, pesce azzurro, pasta e carne; mentre il secondo chiamato “occidentalizzato” era caratterizzato da un elevato apporto di pane raffinato, prodotti caseari interi, carni rosse e lavorate, ed una bassa assunzione di cereali integrali, frutta, latticini a basso contenuto di grassi e verdura. Negli anziani lo schema alimentare “occidentalizzato” si è dimostrato in relazione diretta con alcuni componenti legati alla fragilità, mentre lo schema alimentare definito “prudente” sembra avere un ruolo protettivo verso l’insorgenza della fragilità.